25 APRILE: NUOVO ALLESTIMENTO NEL MUSEO.
APERTURA NON-STOP DALLE 9,30 ALLE 19,30 (VISITE DALLE ORE 12)
NELLA MATTINATA DEL 25 APRILE I MINISTRI DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA E DEI BENI E ATTIVITA' CULTURALI INAUGURERANNO IL NUOVO ALLESTIMENTO: "LA CITTA' PRIGIONIERA. I NOVE MESI DELL'OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA DI ROMA 8 SETTEMBRE 1943 - 4 GIUGNO 1944". LE VISITE POTRANNO SVOLGERSI DALLE ORE 12 ALLE ORE 19,30 SOLO IN FORMA INDIVIDUALE.
SONO PERTANTO SOSPESE LE VISITE DEI GRUPPI.

PAOLO EMILIO TAVIANI (1912-2001)
Cento anni fa - il 6 novembre 1912 - nasceva a Genova Paolo Emilio Taviani, professore universitario di Storia delle dottrine economiche, uomo di Stato (parlamentare dalla Costituente in tutte le legislature, senatore a vita, più volte ministro), tra i fondatori ed uno dei massimi esponenti della Democrazia cristiana. Fu uno dei più importanti – se non il più importante – tra gli studiosi internazionali di Cristoforo Colombo.
Militante nella Federazione degli universitari cattolici, dopo l’8 settembre 1943 fu uno dei protagonisti della Resistenza a Genova, dove le formazioni partigiane mantennero un carattere unitario e dove il CLN, unico caso in Europa, ricevette la resa di un corpo d’armata tedesco, a conclusione della insurrezione esemplare, definita dagli alleati “a wonderful job”, un lavoro meraviglioso. Come deputato alla Costituente ebbe un ruolo di primo piano nell’elaborazione degli articoli sulla parte economico-sociale che disegnava l’economia “mista”. Mantenne viva la memoria della Resistenza sia come direttore della rivista “Civitas” (che vi dedicò servizi e numeri speciali), sia come presidente della Federazione italiana volontari della Libertà, sia come presidente del Museo storico della Liberazione, dove fu sostenuto dall'impegno dei proff. Arrigo Paladini ed Elvira Sabatini Paladini. Fu lui – unico caso di applicazione - che sciolse “Ordine nuovo” in applicazione della “legge Scelba” sulla ricostituzione del partito fascista e che espulse dalla FIVL Edgardo Sogno – nonostante fosse medaglia d’oro delle Resistenza – accusato di comportamenti fiancheggiatori di golpisti e di trame contro la Repubblica.

Museo storico della info@museoliberazione.it
Liberazione - Roma www.museoliberazione.it
25 APRILE 2012
LXVII ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
Quest’anno le iniziative del Museo per il 25 aprile dureranno per sei giorni:
20 aprile 2012 ore 9-13, Sala Alessandrina-Archivio di Stato di Roma, Corso Rinascimento 40
STATO E UTOPIA IN ROMA CAPITALE. QUESTIONE SOCIALE, ARTE, ANARCHIA, convegno di studi, promosso da Archivio di Stato di Roma, Galleria nazionale d’arte moderna, Museo storico della Liberazione, Comitato 1861-2011 per il centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, Saluti: E. Lo Sardo, F. Margiotta Broglio, P. Masini. Relazioni: A. Pompeo –M.I. Venzo, L. Saletti, R. Pittella, E. Crialesi, A. Meniconi, S. Dainotto, S. Frezzotti,. Interventi: A. Dadà, M.V. Marini Clarelli, L. Mascilli Migliorini, A. Parisella, R. Nicolini
21 aprile, sabato, ore 17,30, sala conferenze e proiezioni del Museo
ORAZIONE CIVILE PER LA RESISTENZA, di e con Daniele Biacchessi
Originariamente in programma per il 15 ottobre 2011, fu sospesa perché il Museo divenne retrovia ed osservatorio degli scontri di piazza, ospitando che ne aveva bisogno. Questo spinse Daniele B
22 aprile, domenica, ore 18, sala conferenze e proiezioni del Museo
IL PARTIGIANO MONTEZEMOLO presentazione del libro di Mario Avagliano
Saluti: Vito Francesco Polcaro Marco Lodi. Interventi: Carlo Lizzani, Giuliano Manzari, Antonio Parisella.
Testimonianze: Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Carlo Ripa di Meana, Adriana Cordero Lanza di Montezemolo
24 aprile, martedì, ore 10,00, Scuola superiore Polizia di Stato, Via P. della Francesca
PIERO LUNGARO. ALLE FOSSE ARDEATINE PER LA LIBERTA’ E LA DEMOCRAZIA, presentazione del libro di Andrea Castellano
Saluti: Roberto Sgalla e Luigi Mone; interventi: Mario Avagliano, Raffaele Camposano, Andrea Castellano, Antonio Parisella, Alessandro Portelli
Ad invito
24 aprile, martedì, ore 12,30, spazio espositivo del Museo
IMPRESSIONI DI GUERRA nei manifesti del Museo storico della Liberazione
Mostra antologica a cura di Alessandra Olivieri e Antonio Parisella, (realizzata con il contributo della Regione Lazio, lr 24 dicembre 2010 n. 9.
Intervengono Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, Fabiana Santini, Assessore alla cultura, Gabriella Sentinelli, Assessorato Istruzione e Politiche per i Giovani.
iacchessi ad aggiungere un ultimo capitolo al libro – con lo stesso titolo - che ne trasse e che sarà in distribuzione.
E’ necessario prenotarsi a info@museoliberazione.it
25 aprile, mercoledì, ore 9,30-19,30, aspertura non-stop del Museo
sala conferenze e proiezioni del Museo
Ore 11,00: “ROMA OCCUPATA” di Ansano Gianarelli, proiezione
Ore 17,30: NON SI POTEVA NEANCHE MORIRE CON IL PROPRIO NOME, vicenda di Dino Terracina, ebreo romano scampato alla deportazione del 16 ottobre e alla strage delle Fosse Ardeatine, narrata da lui medesimo nel 1944 allo zio, legge Antonio Parisella. Replica a richiesta della performance del 25 marzo.
E’ necessario prenotarsi a info@museoliberazione.it
Se volete contribuire alle nostre spese:
c/c 51520005
Intestato a: Museo storico della Liberazione, via Tasso 145 – 00185 Roma
Causale: CONTRIBUTO VOLONTARIO
Museo storico della Liberazione

Tel. 06.7003866, fax 0777203514, web www.museoliberazione.it, info@museoliberazione.it
Presentando il programma per il Giorno della Memoria 2012 il Museo storico della Liberazione è in grado di comunicare una notevole scoperta archivistica compiuta di recente dalla responsabile dei suoi archivi, dott. Alessia A. Glielmi.
È conservata presso il Museo storico della Liberazione la lista originale, ritenuta in parte dispersa, di detenuti prelevati dal carcere di Regina Coeli il 24 marzo 1944 e compilata da Heinz Thunath, Obersturmfuehrer che fu incaricato di prelevare i prigionieri elencati nella lista e di predisporre il trasporto verso la via Ardeatina.
Heinz Thunat, secondo quanto risulta dagli atti del processo al comandante della Polizia di sicurezza nazista di Via Tasso, Herbert Kappler, fu uno degli ufficiali responsabili della strage delle Fosse Ardeatine che, come rileva un recente libro di Felix Bohr su documenti provenienti dall' ex Ministero degli Esteri di Berlino ripreso da ''Der Spiegel'' e da autorevoli quotidiani italiani, era stato risparmiato il processo per non alterare i buoni rapporti stabiliti tra Roma e Bonn nel secondo dopoguerra.
La comparazione analitica dei documenti, delle note manoscritte a margine e delle sottoscrizioni presenti in diverse fonti dell’Archivio del Museo hanno permesso l’individuazione di alcune carte che la componevano in origine. Le fonti contengono: nome, cognome, data ed in alcuni casi luogo di nascita e numero di cella dei detenuti prelevati.
La scoperta è frutto dei lavori che – iniziati per impulso del presidente prof. Antonio Parisella – svolge la dott. Alessia A. Glielmi presso l'Archivio storico del Museo, poi confluiti nella più ampia ricerca per il suo dottorato in Scienze Bibliografiche, Archivistiche, Documentarie e per la Conservazione e il Restauro dei Beni Librari e Archivistici condotta da presso l’Università degli Studi di Udine.
Particolari e documenti verranno resi noti successivamente, nel prossimo mese di marzo, in occasione dell'anniversario della strage.
Il Museo storico della Liberazione anticipa alla domenica precedente la sua iniziativa qualificante per il Giorno della Memoria per dare modo alle persone di partecipare ad altre iniziative che scuole, associazioni, gruppi e comuni realizzeranno il 27 gennaio. Come di consueto, l'iniziativa non si concluderà con il giorno e la settimana della Memoria ma resterà aperta per un mese. Il Museo auspica che le iniziative del Giorno della Memoria assumano sempre meno caratteri di spettacolarità che talora son venute prendendo e si riconducano alla riflessione storica e al ricordo dei dolori e delle sofferenze che furono necessari perché il nazifascismo fosse sconfitto e, con esso, la più grande offesa della storia recata alla dignità della persona umana.
Domenica 22 gennaio ore 10 – Il Museo aderisce e partecipa all’iniziativa di onore e memoria dell’ANED al Muro del Deportato del Cimitero monumentale del Verano (entrata San Lorenzo)
Ore 15,00 – presso Museo storico della Liberazione, inaugurazione della mostra
"Oltre quel muro - La Resistenza nel campo di Bolzano 1944-45".
In 26 pannelli vengono presentati documenti inediti che testimoniano di un'incessante attività clandestina che coinvolse centinaia di persone dentro e fuori il Lager di via Resia, in aperta sfida alle SS. Si tratta di fotografie, lettere e documenti reperiti in diversi archivi italiani e tra le carte personali dei familiari di molti ex deportati nel Lager.
Leonardo Visco Gilardi, anche con la proiezione video della ricostruzione virtuale multidimensionale del Lager di Bolzano, illustrerà il contesto in cui si sono svolti gli eventi.
Giovedì 2 febbraio – ore 10
Presso Mausoleo delle Fosse Ardeatine, Via Ardeatina 174 (Bus 218 da Porta San Giovanni)
Posa in opera dei due dipinti del maestro Georges De Canino dedicati agli adolescenti e giovani assassinati dai nazisti
In collaborazione con: ANFIM, ANRP, Comitato per il bicentenario di Garibaldi, Comunità ebraica di Roma
ORAZIONE CIVILE PER LA RESISTENZA
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Museo storico della Liberazione
00181 Roma, Via Tasso 145
tel. 067003866, fax 0677203514
web:http://www.viatasso.eu
Italiani di Cefalonia
Mostra storico-documentaria,
artistica e fotografica
* Italiani di Cefalonia (a cura dell’Associazione italo-greca “Mediterraneo” di Cefalonia ed Itaca)
* Memoriafuturo, sculture di Dimitris Galiatsatos
(a cura di Francesca Maresca, Associazione Aurea,
Organizzata da ORIONE per l’arte contemporanea)
*Ritorno a Cefalonia e Corfù (fotografie dall’Archivio dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui, a cura
degli studenti dell’Istituto grafico Albe Steiner di Torino
Si ringrazia la Fondazione Europea “Cefalonia-Corfù 1941/44”)
Dal 22 gennaio al 28 febbraio 2011
LA TORTURA IN ITALIA NON E’ REATO
Riflessioni attorno ad una legge che non c'è
Per i diritti dentro e fuori le carceri.
Confronto pubblico organizzato dal Comitato
MADRI PER ROMA CITTA’ APERTA
con la collaborazione del
MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE
Sabato 11 Dicembre 2010 ore 10.00
Museo Storico della Liberazione di via Tasso
Saluto di Antonio PARISELLA, presidente del Museo
Relazione introduttiva di Mauro PALMA Comitato Europeo per la prevenzione della tortura
Interverranno:
Associazione BE FREE, donne contro la violenza, la tratta e lo sfruttamento
Giulia CESETTI redattrice di Silenzio assordante – radio ondarossa
Eugenio IAFRATE educatore nelle carceri
Gastone MALAGUTI partigiano
Cristina MIHURA familiare di desaparecidos uruguaiani
Comitato Madri per Roma Città aperta
madrixromacittaperta@libero.it http://madrixromacittaperta.noblogs.org/
Continuiamo a informarvi sulla nostra vicenda e sui nostri problemi.
Cominciano a giungere anche contributi un po’ più pesanti di quelli iniziali – sempre meritori - di 13-15 €: alcuni di 30€ altri di 50€ e uno di 100€.
Ricordiamo che qualcuno fa delle raccolte tra amici. Purtroppo, però, sul fronte ministeriale giungono cattive notizie. Quanto temevamo, infatti, purtroppo, sta realizzandosi. Dopo il ministro Tremonti, la questione dei tagli al nostro Museo era passata (sembrava) al ministro Calderoli, ed ora sembra approdata sul tavolo del ministro Bondi. Sarebbe imminente la pubblicazione dell'elenco degli Istituti che riceveranno contributi tagliati (gli altri niente). Il Museo sarebbe nell'elenco dei fortunati, ma per esso si parla di un taglio tra 50% e 30% del contributo di € 50.000,00, cioè per importi tra 25.000,00 e 35.000,00 €. Per legge il contributo ministeriale dovrebbe assicurare il funzionamento del Museo e gli stessi revisori dei conti (di nomina ministeriale) avevano accertato e dichiarato in un verbale ufficiale che il contributo era insufficiente per gli scopi istituzionali, che venivano raggiunti solo grazie all’impegno volontario e gratuito dei collaboratori del Museo.
FATE MUOVERE I VOSTRI RAPPRESENTANTI POLITICI E ISTITUZIONALI (deputati, senatori, parlamentari europei, membri di assemblee locali, ecc..) e anche personalità della cultura, dello spettacolo, delle attività produttive.
Ricordate che NEL LUGLIO 2008 LA MOBILITAZIONE DELLE E-MAIL FU DECISIVA. C'è bisogno di promuovere la mobilitazione delle e-mail individuali e collettive e, poi, quella dei conti correnti, altrimenti rischiamo di non arrivare a fine anno. Un bilancio in disavanzo, infatti (e con i tagli lo sarebbe, a meno di arrivo di risorse da altra sede: enti locali, fondazioni bancarie, imprese, associazioni, singoli privati), mette a disposizione del Ministro la possibilità di azzerare il comitato direttivo e di nominare un commissario, premessa per lo scioglimento e l'accorpamento ad altro Museo. Abbiamo, quindi, bisogno di conquistarci di nuovo (come nel 2008) il nostro diritto ad esistere come soggetto autonomo aperto alla società civile e alle associazioni storiche dell'antifascismo. L'apporto vostro e della vostra capacità di coinvolgere il maggior numero di persone ha un ruolo importante nell'attivare energie a nostro sostegno.
Le indicazioni da dare sono sostanzialmente due:
1 - inviare un breve testo - anche una sola frase non molto politica, tipo "il taglio del contributo al Museo storico della Liberazione significa togliergli l'aria per respirare. Non offendiamo la memoria di chi combatté per la liberazione dal nazifascismo !" - a questi quattro indirizzi:
gabinetto@beniculturali.it
ufficiolegislativo@beniculturali.it
ministro.segreteria@beniculturali.it
segreteria.giro@beniculturali.it
2 - inviare un ccp 51520005 Intestato a: Museo storico della Liberazione, via Tasso 145 – 00185 Roma Causale: CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA'.
Potete usare anche il bonifico, ma costa caro (7-8 € rispetto ad 1 € del ccp)
IBAN IT 39 T 07601 03200 000051520005
IL 15% DI QUANTO RACCOGLIEREMO SARÀ DEVOLUTO ALL’ ASSOCIAZIONE ITALO-GRECA PER IL MUSEO DI CEFALONIA, cui siamo legati da rapporti di collaborazione: infatti, non dobbiamo ignorare e trascurare chi sta peggio di noi.
Grazie infinite.
COMUNICATO
Il presidente del Museo storico della Liberazione, a nome del comitato direttivo, ringrazia tutti coloro che hanno manifestato la loro solidarietà al Museo per le scritte negazioniste apparse sui muri dell’edificio e per i danneggiamenti all’insegna del Museo. In particolare, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e agli esponenti della vita politica, sociale e culturale, ringrazia i presidenti di Roma e del Lazio dell’ANPPIA prof. Maria Grazia Lancellotti e dell’ANPI prof. Massimo Rendina per aver aderito all’appello per un presidio del Museo domenica 31 alle ore 10 e per aver promosso la mobilitazione di cittadini e rappresentanti di istituzioni e associazioni. Con loro saremo ad attedere gioavni e non giovani, uomini e donne, italiani e non al Museo – che resterà aperto fino alle ore 19,30 – non solo per raccoglierne la solidarietà, ma per parlare insieme delle nostre attività e del loro difficile e problematico sviluppo, del neofascismo e del neonazismo e del degrado urbano in cui lievita, della difficile condizione giovanile, dei diritti umani come frontiera attuale dell’antifascismo, della convivenza multicolore nell’Esquilino e nell’iuntera realtà romana, provinciale e regionale.
Chi vorrà, potrà visitare la mostra “SCHIAVE DUE VOLTE. La prostituzione coatta nei Lager nazisti”, promossa da BE FREE, cooperativa sociale di donne contro la tratta, lo sfruttamento e il razzismo; nel pomeriggio, inoltre, sarà messo in scena a cura di ArTeatro (Palermo), LA DEPORTAZIONE DIMENTICATA. “Giacere sul fondo: dramma di siciliani deportati nei campi di concentramento?, rappresentazione ideata e diretta da Paola Roccoli.
a dieci anni dall’attentato
via Tasso:
il Museo si racconta
il Museo storico della Liberazione:
il sito, l’edificio, la storia.
Gli antichi assetti, l’urbanizzazione dell’area e la costruzione del fabbricato nella cartografia storica;
Il comando di polizia tedesca nei nove mesi di occupazione, il carcere,
L’istituzione del Museo e la crescita della sua funzione nelle fotografie, nei cimeli e nelle carte d’archivio
a cura di Alessia Glielmi, Giuseppe Mogavero
Antonio Parisella, Susanna Passigli, Augusto Pompeo
mostra storica documentaria
Roma, 13 dicembre 2009 – 17 gennaio 2010
23 novembre 1999, quasi a mezzanotte una bomba esplose davanti al portone di Via Tasso 145, sede del Museo storico della Liberazione. Per miracolo non fu una strage: a distanza di pochi metri, dietro un fragile muro di forati, ci sono i tubi e i contatori del gas. La paura fu molta ed anche i vetri rotti. Ma niente di più. A rivendicare la prodezza fu un sedicente “movimento antisemita” o “movimento antisionista”, nel quale non pochi vollero riconoscere la stessa mano di un gruppo di estrema destra, arcinoto alle cronache per le sue scritte sui muri romani e per certe azioni dimostrative di suoi leader.
La solidarietà giunse al Museo da ogni parte d’Italia e dall’estero, dalle istituzioni, da ogni gruppo sociale e dalle più svariate provenienze ideali e religiose. Il successivo 8 dicembre – nel corso di una giornata nonstop “Via Tasso a porte aperte” circa 3500 persone (1 romano su 1000) visitarono il Museo e la strada fu a lungo piena di capannelli. Fatto clamoroso: a fare da servizio d’ordine (finché fu possibile) e da guida ai visitatori furono – senza il minimo incidente - dei giovani della Comunità ebraica con la kippaa in testa e giovani di alcuni centri sociali con la kefiah al collo. Artisti intervennero per testimoniare la loro solidarietà con canzoni, recitazioni di poesie, letture di brani. Fu allora che, visitandolo per la prima volta, Moni Ovadia pianse dicendo: “Si tratta di uno dei più significativi luoghi europei della memoria dell’oppressione nazista”.
A partire da quegli avvenimenti, a testimoniare che da quell’azione sconsiderata non si fecero intimorire né il presidente sen. prof. Paolo Emilio Taviani né la direttrice Elvira Sabbatini Paladini, né i nuovi collaboratori e dirigenti del Museo, l’impegno del/per il Museo prese nuovo slancio, con una crescita vertiginosa delle visite (soprattutto scolastiche) da poco meno di
Il ricordo di quegli eventi è stato affidato ad una mostra che - con documenti, fotografie, cartografie, riproduzioni di opere d’arte - ricostruisce e narra la vicenda del luogo, dell’edificio, del comando di polizia e carcere nazista e del Museo (con le sue fasi di alto e basso): un excursus non solo nella storia urbana di Roma e della occupazione nazista e della Resistenza, ma anche delle fasi della costruzione della memoria pubblica dell’Italia repubblicana. In una trentina di pannelli, attraverso la percezione dei luoghi e degli spazi, i volti dei carnefici e delle vittime, le testimonianze degli artisti presenti nella prigione, la narrazione dei protagonisti della trasformazione in Museo, le accoglienze della stampa, i documenti della crisi degli anni del silenzio, i profili degli autori della rinascita, le fotografie dei visitatori illustri e dei ragazzi delle scuole, le tracce delle attività svolte, storie consolidate e problemi aperti vengono presentati al visitatore per coinvolgerlo nel pensare e progettare il futuro dell’istituzione e dell’esposizione, che sarà quale i cittadini e le cittadine chiederanno che sia e come le nuove generazioni hanno bisogno che sia. Memoria indelebile della lotta contro l’oppressione nazifascista e la minaccia alla vita del nostro popolo, dalla quale – tra le mille patrie d’Europa - è risorta anche la nostra patria ed ha preso forma
Per l’occasione viene esposta per la prima volta l’opera “Via Tasso, 11 settembre 1943-4 giugno